martedì, giugno 05, 2007

Nozio Bluff o Cosa ?

L'ambito turistico alberghiero, specie in Veneto in questi ultimi anni, ha conosciuto dei profondi mutamenti. Scenari che sono in continuo cabiamento e che assicurano vivacità anche per l'avvenire. Un player che molto ha fatto e molto ha da dire in proposito è senza dubbio Nozio-Netplan che ha monopolizzato il settore. Questa azienda di mestre fa siti internet per alberghi all'insegna della disintermediazione. Ossia cerca di fornire al suo cliente tutti i mezzi per fare sì che l'alberghi venda le proprie camere autonomamente, bypassando la presenze delle agenzie on line e dei portali internet, che con le loro forche caudine rosicchiano molto dei guadagni degli albergatori.
L'idea è senza dubbio meritevole e valida.
Ma poi si scopre che quando si è clienti Nozio-Netplan anche lì ci sono le commissioni. Paghi caramente per farti costruire un sito, e poi se metti il booking on line devi pagare una commissione fissa del 4% sulle prenotazioni. A meno che uno non scelga di pagare un fisso forfettario annuale. Ma dico io, cari signori, vi vantate di disintermendiare ma poi nella realtà dei fatti voi cosa proponete ?
PROPONETE ESATTAMENTE LE STESSE COSE DEGLI INTERMEDIARI INTERNET. La Facciata è diversa, più bella, ma la minestra è la stessa.
Vi allego un articolo per riflettere.

21 May 2007

Web in Tourism 2007 nel segno della disintermediazione


L'unico "vero" nuovo modello di business nel panorama turistico internazionale.

Web in tourism, il maggiore convegno nazionale sul turismo "on line", organizzato lo scorso 17 maggio da Job in Tourism, consacra Nozio, "main sponsor" della manifestazione, davanti ai più importanti player del settore, Yahoo, Seat Pagine Gialle, Ad Majora, CP Dati Pellegrini, albergatori, agenzie di viaggio e tour operators.

300 operatori presenti, ed un successo tale da dover sospendere le iscrizioni, per ascoltare messaggi a supporto degli investimenti sui siti "proprietari", ma soprattutto una vera e propria "sveglia" fatta squillare da Marco Baldan, direttore generale Nozio, sul tema della disintermediazione.
"Gli intermediari risucchiano risorse da vari territori, e ciò vale per gli hotels di Milano come per i pomodori di Pachino - spiega Baldan nella sua relazione - sottraendole di fatto a coloro che generano il prodotto-servizio, per trasferirle in cassaforti sparse in tutto il mondo".

Da qui, i paradossi che reggono gran parte del mercato turistico "on line":
"Come mai intermediari come Expedia sono disposti a pagare 3 euro a visitatore (PPC su Google) per provare a vendere una camera sulla quale ricavano il 25% su 200 euro (50 euro) - osserva - mentre l'hotel stesso non è disposto ad investire lo stesso importo quando può ricavare 200 euro, ovvero la cifra intera?".
E ancora: "Come mai oggi tutti voi albergatori siete disposti a rimettere il 25% del vostro fatturato a favore degli intermediari che vi chiedono di lavorare, assumendo personale qualificato, sul loro sito e sistema di prenotazioni per "settare" prezzi e disponibilità, quando gli operatori tradizionali previo contratto annuale si occupano di tutte le attività di vendita?".

Costi nascosti, margini potenziali che prendono il largo (ad esempio per Expedia, utili per 500 milioni di dollari nei primi 4 mesi del 2006), risorse dei territori "in fumo". "E si pensi a come l'aumento degli utili, - continua Baldan - portando maggiore tassazione, offrirebbe a regioni e comuni maggiori possibilità di investire sull'appetibilità delle aree turistiche stesse". Ce n'è abbastanza per "colpire al cuore la platea" che ha dimostrato grande interesse per i concetti espressi, il modello di business ideato da Nozio, la creazione del network "0%".

lunedì, maggio 28, 2007

Turismo e Rete

Trovo questo articolo che pubblico perchè assai indicativo ed interessante.

Il Web cambia il turismo


Il settore turistico è stato uno dei primi a recepire positivamente l'influenza della Rete e oggi può considerarsi un modello di e-business di successo.


I siti Internet che si occupano di turismo non possono lamentarsi: i dati relativi all'e-commerce parlano di un settore che vive forti incrementi annuali, soprattutto se confrontate con le cifre del mercato tradizionale (ancora stagnante). Il successo del comparto turismo sul Web è dovuto innanzitutto ai prezzi altamente competitivi, ma anche alla capacità di differenziare l'offerta e di proporre servizi nuovi con un buon grado di usabilità. Servizi che poco a poco modificano l'atteggiamento degli utenti.

I servizi più innovativi

Tra i motivi per cui il Web si afferma come strumento di ricerca e prenotazione turistica va sicuramente citato il senso di appartenenza del turista. In origine furono le community, oggi sostituite da portali di viaggio in cui accanto a forum e newsletter si possono creare blog o photoblog di viaggio, aggiungendo il carattere di collaborazione a quello di comunità. Non bisogna trascurare, infatti, il ruolo del passaparola nelle scelte dei potenziali turisti. E il modello del social networking viene sempre più spesso applicato anche ai siti di turismo, fino a diventare, nei casi più avanzati, parte integrante dei sistemi di informazione e prenotazione.

RSS avanti tutta

Un altro strumento che si sta imponendo nel mercato dell'e-travel sono i feed RSS. Nello specifico, i flussi di informazioni relative ai viaggi o alle località che più interessano vengono visualizzati in tempo reale sul proprio desktop attraverso un aggregatore, producendo diversi vantaggi: si possono ottenere informazioni in tempo reale, non solo di carattere generale sulla destinazione prescelta, ma anche su offerte last minute, promozioni a tempo, cambiamenti di programma per i mezzi di trasporto, avvisi importanti.

Collaborazione e condivisione

L'avanzare di questi servizi per i clienti porta con sé l'avanzata dei siti alternativi a discapito delle agenzie di viaggio online. Il numero di clienti delle agenzie è sceso dal 2003 al 2005 dal 47 al 43% secondo ComScore. In particolare, funzionano molto bene i blog che permettono scambi d'informazione diretta tra turisti. Tra i servizi, Forrester Research sostiene che nel biennio 2005-06, in ambito turistico, è cresciuto notevolmente la diffusione e l'utilizzo degli RSS (dall'1 al 12%), dei siti di community di viaggiatori (dall'1 al 9%), dei blog di viaggio (dal 2 al 7%) e dei siti di comparazione dei prezzi (dall'8 al 12%).

Tutto il mercato del turismo online si sta muovendo di pari passo con il Web 2.0, in una funzione collaborativa. E per un settore commerciale non è scontato come può sembrare a prima vista: il futuro dell'e-commerce relativo al turismo sembra giocarsi sempre più sull'ambito della collaborazione e della condivisione.

Web assoluto per gli aerei

Infine, è da segnalare un'ultima ricerca, condotta da DoubleClick e ROI Research su un pubblico di americani adulti, riguardo i fattori che maggiormente influenzano il pubblico del Web nell'acquisto di un biglietto aereo: i siti Web ottengono la percentuale più alta (33%), seguiti da newsletter (10%) e dal "passaparola" tra clienti (9%); le agenzie di viaggio si attestano all'8%, gli avvisi pubblicitari sul Web al 6%, i motori di ricerca al 4%. Altre fonti per l'acquisto (pubblicità, nelle sue varie forme, annunci televisivi, riviste specialistiche, aeroporti ecc.) sembrano ormai in netto declino, con percentuali comprese tra l'1 e il 2%.

Che cosa sta accadendo

Il settore del turismo si dimostra uno dei più dinamici nel saper cogliere le innovazioni proposte dalla Rete, e si candida a essere un vero e proprio modello di e-business. Gli utenti di Internet ormai considerano naturale utilizzare la Rete per decidere e pianificare i propri viaggi, confinando i canali tradizionali a un ruolo sempre più marginale. Se si considera che l'uso di Internet entra ormai in quasi tutte le case, si può dedurre che nel giro di pochi anni la stragrande maggioranza del movimento turistico ruoterà attorno al Web, come già oggi avviene per il traffico aereo.

Turismo e Web 2.0

Questo successo è targato in gran parte Web 2.0. Gli aspetti di collaborazione e condivisione sono un elemento essenziale del viaggio fin da prima della nascita di Internet: amicizie occasionali, compagni di viaggio, socializzazione sono elementi portanti di qualsiasi tipo di viaggio. I diari di viaggio diventano blog, i contatti a vacanza finita sono tenuti da e-mail e messenger, le diverse opinioni su un certo luogo si misurano nei forum, i consigli prima di partire si leggono online, le occasioni e gli sconti si sfruttano stando seduti davanti al Pc. Tutto questo spesso finisce in un'organizzazione come una rete sociale, un social networking, capace di offrire anche molto altro da un unico sito, influenzando i clienti, spostando il tiro del business e determinando i successi di un'azienda piuttosto che un'altra.


sabato, maggio 26, 2007

Turismo Italiano

Secondo le statistiche la provincia di Venezia è quella che è cresciuta maggiormente a livello economico, tra tutte quelle venete nel corso dell'anno 2006.Il merito di questo successo è da attribuire in larga parte alla forza del settore turistico alberghiero, che come tasso di crescita, si è portato in doppia cifra, reggendo bene il confronto con il comparto immobiliare.
In questi giorni oltre a questa notizia, c'è n'è un'altra che colpisce.
Il famoso sito Expedia - fonte Repubblica - che tratta e organizza a livello globale i viaggi e il turismoha commissionato una ricerca per stabilire, una volta ogni tanto, la qualità dei turisti presso le strutture alberghiere e turistiche in senso lato.
La ricerca sentenzia che il turista italiano nel mondo è considerato elegante sì, ma assai spilorcio quanto a mancie, e assai chiassoso nello stare assieme in mezzo agli altri. Non so voi cosa ne pensiate e se siate d'accordo. Magari voi avete delle esperienze diverse sulle quali confrontarvi. Saremmo curiosi di sentire la vostra.
Grazie.

giovedì, aprile 19, 2007

Internet: Novità

Pubblico questo articolo interessante per vedere le nuove frontiere del Web.
Gli utenti mondiali di Internet crescono del 10%
Per i siti legati al mondo del turismo c'è un fattore di grande importanza che si registra negli ultimi anni: la continua crescita degli utilizzatori del web. La rete ha toccato la vetta dei 747 milioni di persone in tutto il mondo, secondo i dati rilasciati da comScore Networks, che mantiene continuamente aggiornato un immenso database sul comportamento e la presenza degli utenti online.
Per le strutture ricettive la presenza sul web è ormai diventata una necessità, vista la caratterizzazione sempre più internazionale e il continuo aumento della domanda di soggiorno online.
I paesi che registrano la maggiore crescita sono l'India con il 33%, la Russia e la Cina al 20 %. La Cina è importante anche per l'emergere di Baidu, il motore di ricerca di riferimento del paese, che mostra in fase di costruzione del market share un comportamento molto simile a quello di Google nei primi anni di vita. L'inserimento di questo motore di ricerca -caratterizzato da una grande flessibilità- nel Nord America è uno dei dati più importanti di questo 2007.

domenica, marzo 11, 2007

Turismo Italico

Riporto, affinchè si possa riflettere un po' sui nostri destini, un bell'articolo tratto dal blog di un mio caro amico, che ringrazio.


Italia poco competitiva nel settore turistico

Secondo la classifica contenuta nel Report sulla competitività nel settore del turismo del 2007, pubblicata dal Forum Economico Mondiale (Wef), l'Italia è poco competitiva nel settore turistico, mentre Svizzera, Austria e Germania possiedono il territorio più attraente per lo sviluppo del turismo. Seguono Islanda, Stati Uniti, Hong Kong, Canada, Singapore, Lussemburgo e Regno Unito. L'Italia, solo 33° in classifica generale, pur essendo al primo posto per il numero di siti definiti Patrimonio dell'umanità, "è altamente valutata per i suoi aspetti culturali e l'eccellente infrastruttura turistica, ma la sua competitività risente di molte debolezze".Tra i fattori di debolezza, le "fortissime restrizioni" imposte alla proprietà da parte di stranieri e alle regole sugli investimenti diretti esteri, il fatto che sembra che il Governo non dia priorità al comparto turistico, ma anche il livello dei prezzi, su cui incidono l'ampiezza e l'effetto della tassazione, e il prezzo della benzina.Inoltre l'Italia si piazza al 72° posto per quanto riguarda il grado di apertura verso il turismo e 70° per quanto riguarda l'atteggiamento verso i turisti; inoltre il costo del terrorismo per il settore castiga l'Italia e la mette all'80° posto, il costo del crimine e della violenza al 60° e l'affidabilità della polizia al 40°. Diciamoci la verità, ci hanno beccato: cari arrabbiati, e pure stronzi.

Ancora sullo Ztl

Una bella notiza. Il Comune di Venezia è stato costretto a bloccare l'aumento deliberato a fine anno per gli Ztl che riguardano tutti i pulmann e bus turistici che intendono trasportare gente all'interno del comune della città lagunare. Infatti il Tar ha ravvisato nella delibera venziano la violazione delle norme che regolano la libera concorrenza fra le autorità commerciali, essendo questo dirritto anchge proclamato anche dalla comunità europea.
Insomma da oggi in poi chi voglia aloggiare a Venezia Mestre od in terraferma con autobus turistici pagherà lo stesso ZTL.
Decisione sacrosanta ed ineccepibile.

martedì, febbraio 20, 2007

I Bed and Breakfast

Riporto questo articolo. Al di là di quello che ognuno di noi possa pensare su i bed and breakfast, resta il fatto che spesso in questi ultimi anni, in molte parti d'Italia si è abusato di questa formula ricettiva. Offrendo al cliente spesso un servizio di qualità scadente. E godendo, per converso, di ampie e discutibili agevolazioni fiscali e buracratiche in genere che hanno contribuito a scatenare una guerra intestina all'interno del settore turistico. Su questi problemi va posto urgente rimedio da parte di tutti, pubbliche amministrazioni, ed associazioni di categoria.
"CHIUDE IL TURISMO NELLE MARCHE ?

Una interpretazione “fantasiosa” di un servizio igiene ed alimenti marchigiano rende impossibile la sopravvivenza dei Bed & Breakfast nella regione.
E si pensa alla chiusura in massa entro maggio 2007 di tutti i Bed & Breakfast.

Ancona 16.02.2007 ore 19,00
I Bed & Breakfast marchigiani devono chiudere?
Dalla Asur regionale l’interpretazione del Servizio n. 7 Igiene e Alimenti, non lascia molto margine ai dubbi. Di fatto intima ai Bed & Breakfast, le strutture turistiche a bassa soglia, che hanno fatto il successo del turismo nel Nord Europa, di equipararsi ad “Industrie Alimentari” poiché distribuiscono la prima colazione.
E così le norme di autocontrollo (HACCP) tipiche di Ristoranti ed Alberghi dovrebbero essere applicati anche ai Bed & Breakfast, realizzati in civili abitazioni, e con un numero di ospiti che raramente raggiungono le 5 o 6 unità.
“ Una norma che non trova riscontro né all’interno della Legge Regionale delle Marche, tanto meno in quella nazionale” - ci dice Gemma Poverini, titolare di uno degli storici Bed & Breakfast di Osimo che ha già ricevuto il dictat della Azienda Sanitaria “ Una ammenda fino a 6.100,00 € e l’adeguamento entro maggio 2007. Chiuderemo tutti quanti”.
Una incongruenza in termini, quella che accade nelle Marche.
Una regione che dichiara una vocazione turistica , ma che dimostra di essere allo sbando normativo nel settore.
La legge regionale n.9 dell’ 11/07/2007 dice una cosa e l’Ufficio Igiene ed alimenti della Azienda Sanitaria pretende l’applicazione di tutt’altro.
E nella diatriba sorda e cieca delle istituzioni Regione e ASUR, i Bed & Breakfast, quasi cento nella sola Provincia di Ancona, rischiano la chiusura entro un paio di mesi.
Il prossimo 3 marzo 2007 è proprio il B&BDay in tutta Italia, ma per le strutture marchigiane forse sarà l’ultimo.
“Una Regione dalla quale è facile capire perché molti comuni hanno deciso di staccarsi per andare in Emilia Romagna o in Umbria” ci dice Fucili, del Fucili Bed & Breakfast “ e dove neppure il turismo trova degna tutela e promozione”.
“Per questo abbiamo già iniziato una mobilitazione ed invito tutti i B&B marchigiani a contattare il www.fucili.org a info@fucili.org per coordinare le iniziative di tutela”

MercurioAgencyPress
Il Servizio per le Agenzie e le Redazioni Giornalistiche

Per info sullo specifico argomento contattare:
mobile 348.3340603
info@fucili.org
www.fucili.org"

domenica, gennaio 21, 2007

ZTL

Con una delibera del Comune approvata in tutta fretta verso la fine dell'anno - il vizio è sempre lo stesso, fare sempre le cose in fretta e furia in modo che la gente non si accorga di nulla- la città di Venezia ha deliberato l'aumento delle tariffe per la concessione dei pass per la zona a traffico limitato. L'aumento deciso per contrastare il turismo mordi e fuggi e per rendere più vivibile la città lagunare, va a colpire principalemente i turisti che si recano in città, decidendo però di soggiornare fuori, in terraferma. Le tariffe, infatti, qui sono aumentate più del 120 %; contro un aumento ridicolo del 10/15% per Venezia e Mestre.
E' palese il non senso di una misura siffatta se si vuole tutelare Venezia.
E' palese, altresì, il danno che si arrecca alle attività produttive della terraferma che vivono ANCHE grazie a Venezia. Perchè Venezia è patrimonio di tutti. E tutti la si deve amare e rispettare e proteggere. Non solo i veneziani. Discriminare pesantemente a livello economico tra chi è veneziano doc e chi non lo è, è un errore.
Tra l'altro la città di Veneia, tutti lo sappiamo, non è autonoma. Essa può contare sull'ausilio delle entrate finanziare raccimolate dal Casinò cittadino, in questo senso essa rappresenta una eccezione ed una particolarità, rispetto al panorama economico degli altri capoluoghi di Regione italiani. Ma è, in primo luogo, la stessa cittadinanza della terraferma veneziana sostenerla. Questo non lo sio deve dimenticare.Del resto è da tempi antichi, che il connubio ed il rapporto tra la Laguna e il Veneto in toto è così stretto e reciproco. Parlerei quasi di una relazione simbiotica.
Che però, attraverso decisioni come questa può essere davvero messa in pericolo, poichè penalizzare pesantemente la terraferma nel suo indotto turistico non può che tradursi, inevitabilmente, che in maniera negativa anche per la città di San Marco.
Ricordiamoci: Venzia è unica al mondo. Ma se essa diventa troppo esosa e non appetibile per i turisti essa muore definitivamente. Visto che la scelta politica che è stata fatta- sbagliando a mio modo di vedere, ma questo è un altro discorso - fu quella di relegarla a grandios a città museo. La prima ed unica della storia, e che il mondo intero conosca.

lunedì, gennaio 01, 2007

Buon 2007

Un saluto in questo giorno di festa per tutti voi!
Buon anno!
Buon 2007!
Che tutti i Vostri sogni e propornimenti si possano realizzare!

giovedì, dicembre 14, 2006

Effetto Natale

Il Natale è oramai alle porte poichè mancano circa 2 settimane al grande evento. Con il Natale tutti i santi vanno in gloria e si fanno le somme dello stato di salute dell portafoglio dei consumatori.
Quanto spenderà la gente quest'anno per i regali?
Si sa che Dicembre è il mese delle tredicesime e che tutti aspettano quiesti soldi per permettersi uno strappo alleregole e per osare qualcosa in più. Ma è davvero così? Mi sento di nutrire qualche dubbio sulla validità di questa affermazione. Forse qualche anno fa questo ragionamento poteva andare bene, ma adesso il pubblico per molte cause ha cambiato modus vivendi. Si cresce e si vive sempre più con la cultura del debito e anche i disagi economici patiti dal sistema paese incidono. La gente non ha più molta capacità di spesa. La gente intendo lòa maggioranza della popolazione, perchè vi è una minoranza di persone che sono sempre più ricche e che possono permettersi standard di vita davvero sostenuti.
Tutto questo si riflette anche nel nostro settore dove anche gli afflusi di clientela leisure sono in netta diminuzione rispetto al passato. Al contempo si assiste però ad un fenomeno opposto di incidenza, speriamo, sempre maggiore. La cliente business, la gente che si muove per lavoro lentamente si sta sempre più affezzionmando a strutture comode pratiche ed essenziali che in qualche modo siano funzionali al loro modo di lavorare.
In questo senso ancora sarà un possibile mercato interno a poter fare la differenza o meno.E a traswcinare al rialzo od al ribasso il comparto turistico.

mercoledì, novembre 22, 2006

Un Successo

Il gioco dell'Oca di mIrano si è concluso nei giorni scorsi ed è stato un successo davvero strepitoso. Favorito anche dal tempo eccezionalemte caldo e sereno per la stagione.
Sono arrivati molti turisti e la delegazione francese, ospitata presso l'albergo EurHotel Mirano, è stata la vincitrice della manifestazione, che ha avuto il culmine delle proprie celebrazioni nei giorni di Sabato e Domenica.
Ogni anno che passa la manifestazione prende sempre più quota, grazie all'impegno in primo luogo della Pro Loco cittadina, capitanata dall'energico signor Gallorini, ma anche le pubbliche istituzioni - Comune, Vigili Urbani, ecc. - sono sempre più in primo piano per dare l'oppurtunità di essere visibile all'intera città di Mirano.
Quest'anno in particolare la manifestazione ha avuto un riscontro particolare anche da parte dei media. Con la Vita in Diretta di Michele Cucuzza, che proprio ieri ha mandato in onda un servizio su questa manifestazione della nostra bellissima cittadina.
Un bravi a tutti e speriamo che per il futuro possa andare sempre meglio.

venerdì, novembre 03, 2006

La festa dell'Oca a Mirano Venezia

A Mirano, la nostra splendida cittadina a 2 passi da Venezia e Padova, verso la metà di Novembre si terrà, come di consueto, il famoso gioco dell'Oca in piazza. Diamo qui di seguito alcune piccole informazioni tratte dal sito della Pro Loco cittadina che ci aiutano ad avere maggiori informazioni su questo evento che con il passare degli anni sta acquistando sempre più visibilità e prestigio.


Origini e Storia
Civica Raccolta delle Stampe "A. Bertarelli"

Per la prima volta, all'epoca dei Medici, verso il 1580, appare il nome "Il nuovo e molto dilettevole giuoco dell'oca", ma la più antica stampa conosciuta del "gioco dell'oca" risale al 1640. Fu pubblicata a Venezia da Carlo Coriolani. Al centro vi è raffigurata una famiglia seduta attorno ad una tavola imbandita e nel bel mezzo un'oca arrosto. In alto sul bordo del foglio è scritto "Il dilettevole gioco di loca". Molto probabilmente da qui deriva il nome del gioco , secondo altri studiosi invece proviene dall'usanza dei giocatori di impiegare la vincita per comperare una bella oca. Certo è che questo gioco è molto antico come testimoniano documenti rinvenuti in tombe egizie e reperti cinesi. Rappresentava il concetto del bene (le oche) e del male (le avversità, gli ostacoli).

Le oche di "Meydum", IV Dinastia.Il Cairo, Museo Egizio
Il gioco dell'oca è formato da 63 caselle (a volte il loro numero sale a 90) disposte a spirale e numerate da 1 a 63. Si gioca con due dadi. Le caselle occupate dalle oche sono 13 , ogni 5 e 4 caselle; qui il giocatore raddoppia il valore ottenuto dai dadi e avanza (l'oca porta fortuna !).Nelle caselle occupate dagli "accidenti" o pericoli, in totale 8 :il ponte al numero 6, l'osteria al 19, i dadi al 26, il pozzo al 31, il labirinto al 42, la prigione al 52, i dadi al 53, la morte al 58, ci si ferma per uno o più giri o si paga o si retrocede ..I giocatori muniti di contrassegno, dopo aver stabiliti il turno e la posta avanzano secondo il punteggio indicato dai due dadi tirati. Risulta vincitore chi arriverà per primo al 63.
Questo gioco semplicissimo, dove non è necessaria l'abilità ma solo la fortuna affidata ai dadi, permetteva la partecipazione di tutti giovani ed anziani, popolani, borghesi e nobili. Cosicché si diffuse rapidamente tanto che nel XVII° secolo aveva conquistato l'Europa. Molto conosciuto e molto giocato si prestò moltissimo ad essere trasformato in giochi diversi dove nelle caselle vuote si inserirono temi didattici, religiosi, storici, ecc.
Il modello base del gioco venne reinventato e adattato alle esigenze ed alle istanze del momento nelle varie epoche storiche (Giochi di percorso). Si ebbero così il gioco delle civette, il gioco della guerra, il gioco del militare, il gioco della vita di Napoleone, delle favole di Esopo, del giro del mondo, del treno, fino al gioco del giro ciclistico d'Italia.


San Martino

Martino di Tours è il santo più popolare che la Francia abbia avuto nell'antichità e nel Medio Evo; fu il primo padre del monachesimo e grande apostolo delle Gallie. Nacque nel 316 d.c. a Sabaria in Pannonia. Figlio di un tribuno militare pagano, a quindici anni si arruolò nella guardia imperiale a cavallo.
A diciott'anni ad Amiens in Francia, avendo scorto un poverello intirizzito dal freddo che si appellava al buon cuore dei passanti, divise in due con un colpo di spada il suo mantello militare e ne diede metà al povero. Provocando così a seguito di quest'atto di carità, un breve miracoloso miglioramento del clima:"Estate di S. Martino". Fu battezzato ad Amiens lo stesso anno. Lasciò il servizio militare essendosi rifiutato di combattere contro i barbari ed iniziò studi teologici. A Poitiers fu consacrato diacono e poi prete. Dopo dieci anni fu eletto a voce di popolo Vescovo di Tours il 4 luglio 371. Diede notevole impulso alla vita monastica e nel 372 fondò la prestigiosa Abbazia di Marmotier, vicino a Tours, dove accorsero monaci, chierici e vescovi santi. Martino provvide alla conversione delle campagne pagane ; accompagnato dai suoi monaci, intraprese regolari spedizioni missionarie nelle quali predicava, convertiva, distruggeva i templi sostituendoli con chiese e introdusse le festività cristiane.
A parte la fama delle gesta miracolose, l'azione svolta da Martino nei 26 anni del suo episcopato fa di lui una delle figure più significative del cristianesimo. Morì a Candes l'8 novembre 397. Il suo corpo fu accompagnato a Tours da 2000 monaci, molte vergini e da un'immensa moltitudine di popolo e ivi fu sepolto l'11 di novembre data alla quale è commemorato. Con ciò praticamente incominciava il culto di questo grande santo, che divenne popolarissimo in tutto l'Occidente ed anche in Oriente. In Francia, Italia, Spagna, Inghilterra furono intitolate a lui chiese e parrocchie.


La Storia
Nel 1998 Roberto Gallorini, Presidente della Pro Loco di Mirano, ideò il grande "ZOGO DE L'OCA IN PIAZZA", riportando il gioco di Carlo Preti su 63 grandi tavole (di 2 metri per 2), rialzate 80 cm. da terra, che disposte attorno all'ovale della piazza formano una grande passerella colorata di circa 130 metri.






Fiere e Mercati del '900La Fiera de l'Oca(inizio ore 15.30 del sabato e per tutta la giornata della domenica, ingresso libero)
» Programma 2006 « (programma 2006 in preparazione)-->


» Novita' 2005 «


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Nel 2003, grazie ad un lungo e scrupoloso lavoro di ricerca storica e culturale della Pro Loco Mirano, su "FIERE E MERCATI del '900 e finanziato dalla Regione Veneto, dal Ministero delle Infrastrutture e dall'Unione Europea, per valorizzare il legame storico e culturale tra la Provincia di Venezia e la Slovenia, si è riusciti a dar vita ad una ricostruzione storica di una Fiera, del'900, che è stata chiamata: "FIERA DE L'OCA". Una Fiera, dove sotto le tipiche bancarelle in legno dai grandi teli bianchi, gentili signore, in costumi d'epoca, vendono prodotti gastronomici a base d'oca od oggetti raffiguranti o riportanti l'immagine dell'oca , mentre attori, comparse e figuranti animano le vie del centro storico. -->
Oltrepassando il portale di via XX Settembre, che come un sipario si apre sulla scena teatrale, si entra in un paese di cento anni fa, il quale sta vivendo la sua Fiera, gremita di bancarelle e dei prodotti più strani. Un momento importante dell'anno, perchè solo in quei giorni si potevano acquistare molte cose semplici ma utili alla vita di tutti i giorni e dove spesso il baratto sostituiva la moneta e l'oca era un'ottima merce di scambio.
Tanti Banchi!Banchi per i golosi con leccornie a base d'oca: patè, salami, salsicce e altri che propongono grembiuloni da cucina, cappellini, magliette , canovacci e tovagliette tutti con stampata o ricamata l'oca. In altre bancarelle si possono trovare giochi, grafiche, manifesti, cartoline, tutti disegnati in esclusiva per la manifestazione. Ragazze e bambini con gli affascinanti abiti e cappellini d'epoca offrono le oche, le ochette e gli oconi più strani: di legno, di terracotta, di tessuto; poi lavagne, cornici, scatole, tutto sempre e solo con l'oca. Per preparare una tavola un po' diversa, per ricevere ospiti ed amici, si possono acquistare tovaglie e tovagliette con le oche ma soprattutto i piatti, le tazze e le tazzine appositamente prodotte per l'occasione con superbe oche bianche.
Per la gioia dell'olfatto e della gola, ci sono i banchi gastronomici: vi è quello della delegazione del "Consorzio di tutela del salame d'oca di Mortara", patria delle oche, con il classico salame cotto nel grasso di suino e con il meno conosciuto, ma forse più importante, "salame ecumenico" detto anche "salame della pace", unico salume che può essere consumato dai fedeli delle tre grandi religioni monoteiste. E' un salame crudo contenente carne magra e poco grasso tutto esclusivamente d'oca (tagliato rigorosamente a coltello, secondo regole volute dalle religioni e insaccato in pelle d'oca poi cucita a mano).
Ai banchi di Palmanova si possono acquistare il petto d'oca, lo speck affumicato, il patè per i crostini più golosi, il prosciutto cotto da degustare tagliato a listarelle su un'insalatina di spinacini crudi e pinoli o servito con una grattugiata di rafano fresco e una goccia di aceto balsamico. Sempre da Palmanova arrivano le raffinatezze da cucina francese: il fegato d'oca affumicato e la delizia delle delizie il fegato grasso fresco, con il suo caratteristico profumo di vaniglia, da assaporare tagliato a fette spesse saltate nel burro in padella, tolte quando compaiono solo tre gocce di sangue e servite su piatti caldi con qualche goccia di vero aceto balsamico invecchiato: un rosolio. Bancarelle perfino con il... vino dell'oca!









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Continuando la passeggiata nel mercatino, gustando un panino caldo con salsiccia d'oca odorosa di finocchio, si scopre che così come allora nelle fiere per richiamare più acquirenti dai paesi vicini, venivano chiamati i saltimbanco, gli zingari con i loro animali ammaestrati (spesso orsi, e da qui il nome orsati), i "fenomeni " (la donna cannone, l'uomo a due teste, l'uomo più forte del mondo), i baracconi con il cinematografo o i primi spettacoli circensi, oggi alla Fiera de l'Oca, tra le bancarelle. troviamo i cantastorie, i saltimbanco, le orchestrine e il circo. Il visitatore non è quindi un distaccato spettatore ma diventa esso stesso protagonista muovendosi fianco a fianco con attori veri che impersoneranno personaggi tipici della Fiera posti lì appositamente per dar vita a situazioni teatrali: in questo contesto di Fiera, è stato inserito il Zogo che si svolge la domenica, nella grande Arena, posta al centro del mercato. Così, non più Zogo come evento a se stante, ma bensì come elemento all'interno di un evento più importante: La Fiera de l'Oca.

11 e 12 Novembre 2006
Programma 2006(programma 2006 in preparazione)-->
Sabato 11 novembreore 15.30Apertura FIERA de l'OCAcon "l'OCARIA"(ingresso libero)ore 16.00INIZIO SPETTACOLI CON ATTORI DI STRADA:I Musici, Il teatro dei burattiniSaltimbanco, giocolieri e mangiafuocoGIOCO DELL'OCA PER BAMBINI(potranno partecipare i bimbi presenti) Ore 17.00BANDO di Presentazione del Zogo -->Ore 18.00Elezione di "MISS OCA"


Tra i migliori esemplari di oche in esposizione, di almeno 20 razze diverse, il pubblico, tra 4 pennuti preselezionati dagli esperti, eleggerà la più bella: Miss Oca

Domenica 12 novembreore 9.30Riapertura FIERA de l'OCACon "l'OCARIA"(mercato e spettacoli di strada)ore 10.00Inizio ANNULLO POSTALEore 11.00"LA CUCCAGNATA",pregioco per l'assegnazione dell'ordine di partenza
ore 15.00Sfilata dei figuranti&"ZOGO DE L'OCA IN PIAZZA"(entrata a pagamento)

sabato, ottobre 28, 2006

Guai italiani: Finanziaria e altro......

Non è certo questo il luogo per discutere di finanziaria, anche perchè in primo luogo essa non eè stata ancora approvata. Certo che gli scandali di questi giorni, come serte proposte tese ad un presunto risananamento economico, unite alle intercettazioni compiute da servizi segreti deviati, non possono che destare nella persona pensante una serie di forti dubbi e perplessità.
Insomma si vuole , almeno a parole, risanare l'Italia, ed i suoi conti, ma nella sostanza anche per mezzo di vicende nostrane poco lineari e cristallline, si sta delineando un quadro molto deprimente per l'intera nazione italiana. fatto , questo quadro, di tutte le peggiori qualità: dalla delazione, allo spionaggio, dalla depressione economica, all'ingiustizia, dalla mancanza di integrazione con le nuove culture che stanno innervando il Paese, all 'odio razzista, dale intercettazioni illegali ai crack finanziari più o meno colposi, e più o meno grandi.
Che cosa possiamo fare e pensare per uscire dall'impasse?
C'è solo una cosa da fare secondo me. Non perdere la calma e lavorare pian pianino , ognuno secondo il suo, per fare al meglio ciò che si sa fare.Nella speranza che un po' alla volta tutto si aggiusti e la buriana passi. Se non vi pare una bella ricetta, accetto proposte.

venerdì, ottobre 06, 2006

Considerazioni di Fine Stagione

Siamo oramai giunti quasi alla fine di questa stagione turistica 2006. Certamente in linea generale si possono rilevare alcune cose che vanno poi declinate soggettivamente da parte diogni singola struttura.
La prima cosa è il fatto che il turismo internazionale , ma anche quello nostrano, pare abbia definitivamente superato il periodo di crisi che durava dal 2001.La gente ha ripreso a muoversi, nonostante la situazione a livello mondiale sia lontana dalla normalità.
Nel mondo dell'ospitalità alberghiera si stanno sempre più imponendo 2 correnti distinte e contrapposte. Sorgono sempre più strutture di grandi dimensioni che assommano in sè tutta una serie di facielities che invogliano la clientela finale a sceglierle. Peraltro l'albergo, ed in generale, il mondo dell'ospitalità, stanno cambiando pelle. Non si tratta più semplicemente di dormire. Si vuole stare fuori casa per scelta e non più per necessità. Forse perchè in casa si vive sempre peggio, in spazi sempre più stretti ed insostenibili. Forse perchè l'isolamento delle case acusticamente lascia a desiderare e non si dorme bene, fatto sta che l'esigenza di una maggiore mobilità è sempre più sentita.
L'albergo è allora una estensione della casa. E deve , di conseguenza, adattarsi alle esigenze del cliente sempre più varie e diverse.
Questo fenomeno produce però un esigenza anche diversa e di segno oposto. Certo, si vuole stare sempre meno tempo a casa perchè si desidera viaggiare anche nel tempo libero; ma per far questo si vuole rispettare un budget economico. Che permetta sempre in ogni monmento dell'anno di poter in qualsiasi istante decidere di prendersi un break.
Ecco queste sono le tendenze forti che si sono consolidate in questa stagione vacanziera 2006 e che immagino si consolideranno anche in un fututo prossimo venturo.

domenica, settembre 24, 2006

Paolucci e l' ENIT

Riporto questo articolo tratta da Zeus News per segnalare come il conflitto di interessi, in Italia, sia oramai all'ordine del giorno e non faccia più nemmeno notizia.
Nessuno se ne stupisce più.
I pericoli, invece, ci sono, eccome!
L'ENIT - Ente Nazionale per il Turismo Italiano - è una struttura pubblica. Essa deve rimanere tale, per garantire gli interessi delle miriadi di piccole aziende ad essa associate. Ed invece al suo comando mettiamo uin menager di chiara impronta privata: il Bill Gates italiana. cHe potrà anche avere delle buone idee- puntare molto sull'informatizzazione del turismo italico- ma che intende farlo non puntando sull'open source e sulla sua massiccia diffusione - che era poi l'obbiettivo dichiarato del Governo dell'Unione.
Uno schifo come al solito!!

"Paolucci di Microsoft all'Enit
Il ministro dei Beni Culturali ha nominato il presidente di Microsoft Italia alla presidenza dell'Enit: una scelta inopportuna.
[ZEUS News - http://www.zeusnews.it/ - 18-09-2006]
Il ministro dei Beni Culturali e per il Turismo Francesco Rutelli ha nominato presidente dell'Enit (l'ente pubblico che cura la promozione turistica per l'Italia) Umberto Paolucci, presidente di Microsoft Italia, uno dei massimi dirigenti di Microsoft a livello europeo: potremmo dire che è il volto della casa di Bill Gates in Italia.
Paolucci ha subito dichiarato che farà leva soprattutto sulle nuove tecnologie per promuovere il turismo italiano e punta molto sul nuovo portale nazionale del turismo. Questa dimostra che la scelta di Paolucci è per lo meno inopportuna: non per la competenza e le qualità della persona, ma per gli inevitabili conflitti di interesse aziendali e di scelta dei software operativi e gestionali che la presidenza Paolucci di questo importante ente pubblico inevitabilmente porterà con sé, in un Paese in cui il pluralismo informatico e la diffusione dell'open source deve ancora fare molti passi avanti. "

domenica, settembre 17, 2006

Il Turismo Languido

La stagione balneare si può dire oramai definitivamente conclusa dopo le pioggie di questi giorni. Intense e pesanti. Abbiamo le prime prove generali di autunno. Che daranno il via al cambio di stagione. L'ospitalità italiana nelle sue forme generali è in crescita, ma le città d'arte continuano a rimanere troppo care. Se non si inverte la tendenza saranno dolori. Il turismo è allora un settore dalle buone potenzialità ma che rimane per molti aspetti ancora languido e senza una identità. A buon rendere e speriamo migliori la situazione.

mercoledì, agosto 30, 2006

L' Italia e la regia del turismo

Riporto l'articolo di Mario Andrioletti, che riflette sui destini del turismo italico.Certo che pensare come il turismo sia la 5 industria italiana, deve fare riflettere sulle potenzialitàdel nsotro settore turistico. E deve metterci in guardia anche dalle speculazioni che attraversano il settore. Non dobbiamo dimenticarci che dove ci sono risorse lì è sempre possibile la speculazione più sfrenata.


Alberghi e Mercato Sempre più alberghi. Ma chi li vende? Una prima ondata di costruzioni e ristrutturazioni nel mondo alberghiero fu innescata dai finanziamenti legati ai Mondiali di calcio in Italia del 1990. Una seconda ondata fu promossa dal Giubileo della Chiesa cattolica del 2000 a Roma. Una terza ondata, più localizzata, si è appena conclusa a seguito delle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. A fianco di questi avvenimenti specifici, Regioni come Trentino-Alto Adige, Val d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Campania hanno agevolato non poco la ristrutturazione e l’insediamento di nuovi alberghi. Altro fenomeno interessante: la trasformazione di edifici storici in alberghi a Milano, Roma, Venezia, Firenze, Torino… La crisi dell’edilizia residenziale, soprattutto a uso uffici, e la delocalizzazione industriale hanno liberato capitali che si sono orientati verso il mondo alberghiero e turistico più in generale. Sono centinaia di milioni di euro che stanno contribuendo a modernizzare il mondo alberghiero italiano mantenendolo tra i migliori al mondo. Non avremo le punte di diamante di New York, Las Vegas, Dubai e Hong Kong, però ci stiamo difendendo più che bene. Nei primi cinque mesi del 2006 il saldo turistico positivo è stato di 770 milioni di euro con un più 7.3 per cento prodotto dal turismo internazionale: potremmo arrivare a quota 30 miliardi di euro e sarebbe un record. Nello stesso tempo si sono stabilizzate le spese degli italiani all’estero (-1%). Il problema è: riusciremo a raggiungere tassi di occupazione e incassi medi delle camere remunerativi per gli investimenti effettuati? Ci vogliono infrastrutture (treni, aerei, strade e autostrade) ed eventi (congressi, manifestazioni, fiere, esposizioni) in grado di alimentare questa fantastica macchina economica che alimenta un quinto dell’economia nazionale tra fatturato diretto e indotto. Ci vuole una sala di regia nazionale.

venerdì, agosto 25, 2006

Il futuro di Venezia

Il futuro di Venezia è preoccupante. Si legge oggi sul giornale che la città lagunare si sta sempre più spopolando. Non è una novità. Ma forse quello che non ci si aspettava è la rapidità dell'agonia della città dai mille ponti e campielli.
2000, 2500 abitanti persi ogni anno da Venezia. Queste proiezioni fanno pensare che nel 2030 a Venzia non ci abiterà più nessuno. Vogliamo riempire la città solo di bancarelli, negozi per turisti, ristoranti, alberghi e luna park vari o vogliamo tentare di renderla di nuovo una città vivibile con vecchi e bambini? Pensiamoci ed agiamo; ma infretta, molto in fretta, per favore.

venerdì, agosto 18, 2006

Tasse sui Turisti

Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari sta cercando di inventare delle soluzioni per sostenere i costi crescenti di una città come Venezia. Si pensa di aumentare le entrate fiscali con delle tasse ad hoc su Venezia ed i turisti. In sostanza chi va al ristorante od in albergo a Venezia dovrebbe pagare , si pensa, perchè non è ancora effettiva questa proposta, un sovrappiù per finanziare il mantenimento della città lagunare di 50 centesimi /01 euro. Questo consisterebbe nella pulizia delle strade e dei cassonetti rifiuti, nella ottimizzazione dei trasporti.
Io penso sinceramente che le proposte di Cacciari siano veramente vecchie e da buttare. Egli usa la vecchia logica che tenta di imporre e tassare qualsiasi cosa. Ma come? Il turista viene in città e noi lo riempiamo di tasse? Ma questi turisti li vogliamo o no? Perchè quando si deve costruire qualcosa a Venezia si costruiscono solo alberghi e ristoranti? Immagino lo si faccia perchè si vogliono dei turisti. A questo proposito sono davvero critico con il modo con cui vengono decisi gli assetti urbanistici della città.
Comunque mi pare che il presupposto di fondo non dichiarato di una posizione come quella di Cacciari sia quello che a Venezia, se la vuoi vedere, devi sempre pagare. In Italia, lo abbiamo già detto su questo blog, si è diffusa la concezione che si debba pagare tutto.
Poi però mi devo scagliare con forza contro il malaffare per cui la gestione del pubblico è piena di sprechi ed inefficienze. Come è mai possibile che un comune come Venezia non sia autonomo da un punto di vista fiscale e finanziario , quando ha come strumenti per la riscossione di soldi la tassa d'entrata di ingresso per i turisti in autobus, siamo sull'ordine dei 180.00 Euro cada autobus, e le entrate fornite dal Casino?
Quale altro Comune - parlo delle città d'arte italiane - possiede una tale sinergia di strumenti? la risposta è nessun comune. Quindi dal mio punto di vista di privato cittadino, penso che la città lagunare dovrebbe essere autosufficiente. Se non lo è c'è qualcosa che non va all'interno della sua amministrazione. Inutile negarlo.
Caro Cacciari, così non va!

martedì, agosto 08, 2006

Mangiare bene?

Si parla spesso dell'Italia come del Paese dove regna la buona tavola e dove tutti i palati possono essere soddisfatti perchè la cucina è una tradizione culturale radicata. Sicuramente, in larga parte questo giudizio è vero e ben fondato, ma al giorno d'oggi anche in questo ambito le cose stanno cambiando.
L'industria alimentare ha fatto passi da gigante e ha sfornato centinaia di prodotti interessantissimi e buonissimi. Ha facilitato enormemente la vita alle casalinghe ed alle massaie che si sono potute dedicare maggiormente ad altri lavori, vista la riduzione del tempo passato ai fornelli . l'industria alimentare in questo senso ha dato un grosso impulso all'intero sistema di vita moderno, perchè abbraviandosi i tempi per cucinare e mangiare eè rimasto, automaticamente, più tempo per lavorare e consumare altri beni di produzione di massa.E' questo il motivo profondo per il quale si dice che la cultura di un popolo si vede anche da come e da quello che mangia.
Oggi per mangiar bene si va al ristorante, vista la scarsità di tempo a disposizione che si ha a casa. Ma, mi chiedo, si mangia davvero bene al ristorante? Parlo sempre di valori medi, intendiamoci.
La mia risposta è no. Per un semplice motivo. Quando un ristorante ha una capienza poniamo di 150 persone, non si può nemmeno lontanamente pensare che il tipo di cucina sia quello espresso.L'ausilio di preparati di origine industriale è essenziale ed indispensabile. I sapori ora
ai sono sempre più confusi ed indistinguibili.
La cucina poi sconta anche qui la globalizzazione. Con la'umentato flusso turistico, se cerca di proporre ad ogni latitudine dei piatti che possano incontrare il maggior favore da parte di un numero sempre maggiore di utenti/clienti. Ecco spiegato in questo senso il deterioramento dei sapori, e del tempo in cucina. Eh sì, perchè la buona cucina richiede tempo , tanto tempo. Ma chi mai al giorno d'oggi ha tempo. Il tempo sembra sia diventata la merce più preziosa che ci sia in commercio, visto che nessuno ne ha mai abbastanza e che tutti ne vorrebbero sempre di più. Cucinare è un arte lenta che appartiene ad un epoca oramai grandemente scoimparsa. E anche i ristoranti non sono più quelli di un tempo.