Riporto l'articolo di Mario Andrioletti, che riflette sui destini del turismo italico.Certo che pensare come il turismo sia la 5 industria italiana, deve fare riflettere sulle potenzialitàdel nsotro settore turistico. E deve metterci in guardia anche dalle speculazioni che attraversano il settore. Non dobbiamo dimenticarci che dove ci sono risorse lì è sempre possibile la speculazione più sfrenata.
Alberghi e Mercato Sempre più alberghi. Ma chi li vende? Una prima ondata di costruzioni e ristrutturazioni nel mondo alberghiero fu innescata dai finanziamenti legati ai Mondiali di calcio in Italia del 1990. Una seconda ondata fu promossa dal Giubileo della Chiesa cattolica del 2000 a Roma. Una terza ondata, più localizzata, si è appena conclusa a seguito delle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. A fianco di questi avvenimenti specifici, Regioni come Trentino-Alto Adige, Val d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Campania hanno agevolato non poco la ristrutturazione e l’insediamento di nuovi alberghi. Altro fenomeno interessante: la trasformazione di edifici storici in alberghi a Milano, Roma, Venezia, Firenze, Torino… La crisi dell’edilizia residenziale, soprattutto a uso uffici, e la delocalizzazione industriale hanno liberato capitali che si sono orientati verso il mondo alberghiero e turistico più in generale. Sono centinaia di milioni di euro che stanno contribuendo a modernizzare il mondo alberghiero italiano mantenendolo tra i migliori al mondo. Non avremo le punte di diamante di New York, Las Vegas, Dubai e Hong Kong, però ci stiamo difendendo più che bene. Nei primi cinque mesi del 2006 il saldo turistico positivo è stato di 770 milioni di euro con un più 7.3 per cento prodotto dal turismo internazionale: potremmo arrivare a quota 30 miliardi di euro e sarebbe un record. Nello stesso tempo si sono stabilizzate le spese degli italiani all’estero (-1%). Il problema è: riusciremo a raggiungere tassi di occupazione e incassi medi delle camere remunerativi per gli investimenti effettuati? Ci vogliono infrastrutture (treni, aerei, strade e autostrade) ed eventi (congressi, manifestazioni, fiere, esposizioni) in grado di alimentare questa fantastica macchina economica che alimenta un quinto dell’economia nazionale tra fatturato diretto e indotto. Ci vuole una sala di regia nazionale.
Questo Blog vuole essere uno spazio dove la cultura dell'ospitalità e dell'accoglienza alberghiera si esprime in maniera nuova e diversa. Perchè noi facciamo questo lavoro con amore, e questo ci spinge a migliorare continuamente.
mercoledì, agosto 30, 2006
venerdì, agosto 25, 2006
Il futuro di Venezia
Il futuro di Venezia è preoccupante. Si legge oggi sul giornale che la città lagunare si sta sempre più spopolando. Non è una novità. Ma forse quello che non ci si aspettava è la rapidità dell'agonia della città dai mille ponti e campielli.
2000, 2500 abitanti persi ogni anno da Venezia. Queste proiezioni fanno pensare che nel 2030 a Venzia non ci abiterà più nessuno. Vogliamo riempire la città solo di bancarelli, negozi per turisti, ristoranti, alberghi e luna park vari o vogliamo tentare di renderla di nuovo una città vivibile con vecchi e bambini? Pensiamoci ed agiamo; ma infretta, molto in fretta, per favore.
2000, 2500 abitanti persi ogni anno da Venezia. Queste proiezioni fanno pensare che nel 2030 a Venzia non ci abiterà più nessuno. Vogliamo riempire la città solo di bancarelli, negozi per turisti, ristoranti, alberghi e luna park vari o vogliamo tentare di renderla di nuovo una città vivibile con vecchi e bambini? Pensiamoci ed agiamo; ma infretta, molto in fretta, per favore.
venerdì, agosto 18, 2006
Tasse sui Turisti
Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari sta cercando di inventare delle soluzioni per sostenere i costi crescenti di una città come Venezia. Si pensa di aumentare le entrate fiscali con delle tasse ad hoc su Venezia ed i turisti. In sostanza chi va al ristorante od in albergo a Venezia dovrebbe pagare , si pensa, perchè non è ancora effettiva questa proposta, un sovrappiù per finanziare il mantenimento della città lagunare di 50 centesimi /01 euro. Questo consisterebbe nella pulizia delle strade e dei cassonetti rifiuti, nella ottimizzazione dei trasporti.
Io penso sinceramente che le proposte di Cacciari siano veramente vecchie e da buttare. Egli usa la vecchia logica che tenta di imporre e tassare qualsiasi cosa. Ma come? Il turista viene in città e noi lo riempiamo di tasse? Ma questi turisti li vogliamo o no? Perchè quando si deve costruire qualcosa a Venezia si costruiscono solo alberghi e ristoranti? Immagino lo si faccia perchè si vogliono dei turisti. A questo proposito sono davvero critico con il modo con cui vengono decisi gli assetti urbanistici della città.
Comunque mi pare che il presupposto di fondo non dichiarato di una posizione come quella di Cacciari sia quello che a Venezia, se la vuoi vedere, devi sempre pagare. In Italia, lo abbiamo già detto su questo blog, si è diffusa la concezione che si debba pagare tutto.
Poi però mi devo scagliare con forza contro il malaffare per cui la gestione del pubblico è piena di sprechi ed inefficienze. Come è mai possibile che un comune come Venezia non sia autonomo da un punto di vista fiscale e finanziario , quando ha come strumenti per la riscossione di soldi la tassa d'entrata di ingresso per i turisti in autobus, siamo sull'ordine dei 180.00 Euro cada autobus, e le entrate fornite dal Casino?
Quale altro Comune - parlo delle città d'arte italiane - possiede una tale sinergia di strumenti? la risposta è nessun comune. Quindi dal mio punto di vista di privato cittadino, penso che la città lagunare dovrebbe essere autosufficiente. Se non lo è c'è qualcosa che non va all'interno della sua amministrazione. Inutile negarlo.
Caro Cacciari, così non va!
Io penso sinceramente che le proposte di Cacciari siano veramente vecchie e da buttare. Egli usa la vecchia logica che tenta di imporre e tassare qualsiasi cosa. Ma come? Il turista viene in città e noi lo riempiamo di tasse? Ma questi turisti li vogliamo o no? Perchè quando si deve costruire qualcosa a Venezia si costruiscono solo alberghi e ristoranti? Immagino lo si faccia perchè si vogliono dei turisti. A questo proposito sono davvero critico con il modo con cui vengono decisi gli assetti urbanistici della città.
Comunque mi pare che il presupposto di fondo non dichiarato di una posizione come quella di Cacciari sia quello che a Venezia, se la vuoi vedere, devi sempre pagare. In Italia, lo abbiamo già detto su questo blog, si è diffusa la concezione che si debba pagare tutto.
Poi però mi devo scagliare con forza contro il malaffare per cui la gestione del pubblico è piena di sprechi ed inefficienze. Come è mai possibile che un comune come Venezia non sia autonomo da un punto di vista fiscale e finanziario , quando ha come strumenti per la riscossione di soldi la tassa d'entrata di ingresso per i turisti in autobus, siamo sull'ordine dei 180.00 Euro cada autobus, e le entrate fornite dal Casino?
Quale altro Comune - parlo delle città d'arte italiane - possiede una tale sinergia di strumenti? la risposta è nessun comune. Quindi dal mio punto di vista di privato cittadino, penso che la città lagunare dovrebbe essere autosufficiente. Se non lo è c'è qualcosa che non va all'interno della sua amministrazione. Inutile negarlo.
Caro Cacciari, così non va!
martedì, agosto 08, 2006
Mangiare bene?
Si parla spesso dell'Italia come del Paese dove regna la buona tavola e dove tutti i palati possono essere soddisfatti perchè la cucina è una tradizione culturale radicata. Sicuramente, in larga parte questo giudizio è vero e ben fondato, ma al giorno d'oggi anche in questo ambito le cose stanno cambiando.
L'industria alimentare ha fatto passi da gigante e ha sfornato centinaia di prodotti interessantissimi e buonissimi. Ha facilitato enormemente la vita alle casalinghe ed alle massaie che si sono potute dedicare maggiormente ad altri lavori, vista la riduzione del tempo passato ai fornelli . l'industria alimentare in questo senso ha dato un grosso impulso all'intero sistema di vita moderno, perchè abbraviandosi i tempi per cucinare e mangiare eè rimasto, automaticamente, più tempo per lavorare e consumare altri beni di produzione di massa.E' questo il motivo profondo per il quale si dice che la cultura di un popolo si vede anche da come e da quello che mangia.
Oggi per mangiar bene si va al ristorante, vista la scarsità di tempo a disposizione che si ha a casa. Ma, mi chiedo, si mangia davvero bene al ristorante? Parlo sempre di valori medi, intendiamoci.
La mia risposta è no. Per un semplice motivo. Quando un ristorante ha una capienza poniamo di 150 persone, non si può nemmeno lontanamente pensare che il tipo di cucina sia quello espresso.L'ausilio di preparati di origine industriale è essenziale ed indispensabile. I sapori ora
ai sono sempre più confusi ed indistinguibili.
La cucina poi sconta anche qui la globalizzazione. Con la'umentato flusso turistico, se cerca di proporre ad ogni latitudine dei piatti che possano incontrare il maggior favore da parte di un numero sempre maggiore di utenti/clienti. Ecco spiegato in questo senso il deterioramento dei sapori, e del tempo in cucina. Eh sì, perchè la buona cucina richiede tempo , tanto tempo. Ma chi mai al giorno d'oggi ha tempo. Il tempo sembra sia diventata la merce più preziosa che ci sia in commercio, visto che nessuno ne ha mai abbastanza e che tutti ne vorrebbero sempre di più. Cucinare è un arte lenta che appartiene ad un epoca oramai grandemente scoimparsa. E anche i ristoranti non sono più quelli di un tempo.
L'industria alimentare ha fatto passi da gigante e ha sfornato centinaia di prodotti interessantissimi e buonissimi. Ha facilitato enormemente la vita alle casalinghe ed alle massaie che si sono potute dedicare maggiormente ad altri lavori, vista la riduzione del tempo passato ai fornelli . l'industria alimentare in questo senso ha dato un grosso impulso all'intero sistema di vita moderno, perchè abbraviandosi i tempi per cucinare e mangiare eè rimasto, automaticamente, più tempo per lavorare e consumare altri beni di produzione di massa.E' questo il motivo profondo per il quale si dice che la cultura di un popolo si vede anche da come e da quello che mangia.
Oggi per mangiar bene si va al ristorante, vista la scarsità di tempo a disposizione che si ha a casa. Ma, mi chiedo, si mangia davvero bene al ristorante? Parlo sempre di valori medi, intendiamoci.
La mia risposta è no. Per un semplice motivo. Quando un ristorante ha una capienza poniamo di 150 persone, non si può nemmeno lontanamente pensare che il tipo di cucina sia quello espresso.L'ausilio di preparati di origine industriale è essenziale ed indispensabile. I sapori ora
ai sono sempre più confusi ed indistinguibili.
La cucina poi sconta anche qui la globalizzazione. Con la'umentato flusso turistico, se cerca di proporre ad ogni latitudine dei piatti che possano incontrare il maggior favore da parte di un numero sempre maggiore di utenti/clienti. Ecco spiegato in questo senso il deterioramento dei sapori, e del tempo in cucina. Eh sì, perchè la buona cucina richiede tempo , tanto tempo. Ma chi mai al giorno d'oggi ha tempo. Il tempo sembra sia diventata la merce più preziosa che ci sia in commercio, visto che nessuno ne ha mai abbastanza e che tutti ne vorrebbero sempre di più. Cucinare è un arte lenta che appartiene ad un epoca oramai grandemente scoimparsa. E anche i ristoranti non sono più quelli di un tempo.
sabato, luglio 22, 2006
Croazia Grecia
Mai come quest'anno ho visto la stagione estiva essere così sottotono. Molti turisti non vengono più in Italia, per le ragioni che ho detto in altri post e molte scelgono una vera toccata e fuga. La situazione per gli operatori di settori non è facile. Paesi emergenti come Crozia e Gracia, invece, stanno monopolizzando il flusso turistico, proprio in virtù di qualità che le strutture italiane non possiedono.Modernità e prezzi attraenti. se per quanto riguarda il secondo aspetto ci si può rivolgere allle politiche del Governo, per il primo aspetto molto conta la voglia di rischiare e di intraprendere da parte dei singoli operatori turistici. E' vero però che in Italia la libera volontà individuale è spesso ostacolata da paletti burocratici. E così Regioni Provincie e Comuni oltre ad ostacolarsi tra di loro mettono i bastoni tra le ruote anche alle attività imprenditoriali. Conseguenze: il sistema economico sociale si deteriora a detrimento di tutti.
Anche in questo l'Italia sta perdendo posizioni. E rischiamo di diventare, sempre più, il Belpaese che fu.Per la gioia di tutti i soloni che nicchiano alle nostre spalle.
Anche in questo l'Italia sta perdendo posizioni. E rischiamo di diventare, sempre più, il Belpaese che fu.Per la gioia di tutti i soloni che nicchiano alle nostre spalle.
sabato, luglio 01, 2006
Siamo in Stagione
Siamo oramia a stagione turistica bella avviata, e siamo entrati nel mese di Luglio. I primi conti si cominciano a tirare e si vede come può andare il lavoro da qua a fine anno. penso che siamo in mezzo ad un anno bislacco. E che non ci regalerà molte gioie. Il turismo è sempre più caro in Italia, e con la globaliazzaione stiamo soffrendo la concorrenza di realtà emergenti quali paesi come la Croazia, l'Ungheria, la Romania. Per non parlare poi dei soliti sfidanti tradizioneli. Vanno investiti, ma con intellegenza, idee e progetti. PIero Angela raccontava l'altro giono a super quark che anni fa viaggiando attraverso il Montana, sapito su di una valle in cui anni prima si era abbattuta una frana. Il paesaggio non aveva nulla di particolare da offrire, ma gli yankees ben pensarono di aprire un museo - con guida turistica - che raccontasse la storia di questa frana. Insomma anche dove non ci fossero le possibilità per fare turismo, queste ultime si possono sempre ricreare se ci fosse la buona volontà.Questo è essattamente quello che dovremmo fare noi in Italia e come al solito non stiamo facendo. Speriamo che il Governo - e chi di dovere- si sveglino prima o poi.
lunedì, giugno 05, 2006
Prezzi Pazzi
La solita retorica italiana piange il morto, ma cerca, appena possibile, di spolparlo e di portargli via tutto il possibile. Si dice il turismo è in crisi, non sono più i bei tempi. Chissà come faremo? Eppure il si tira a campare impera. E in qualche modo sempre si fa. Poi quando arriva il turista pollo giù tutti gli scaicalli avvoltoi.
E allora sei a Venezia, la città più bella del mondo e che succede.
2 spaghetti, 1 zuppa, 3 insalate miste, 2 coche, 2 birre medie, 2 patatine fritte e 4 coperti ed eccoti servito il conto regale: 100.00 Euro tondi tondi. Alla faccia della aver cura del cliente, della cultura del turismo e dell'ospitalità. Ehh, suvvia, siamo a Venezia! La città più bella e unica del mondo. Sì , ma non siamo fessi, caro veneziano, e a casa nostra i conti sarebbero ben differnti. E se anche devo pagare, legittimamente, il prezzo del "made in Venezia", questi prezzi sono truffe legalizzate ai danni dei clienti.
Basta con questa cultura dell'homo homini lupus. Noi non ci stiamo! Vogliamo prezzi chiari , puliti, ed onesti!
E allora sei a Venezia, la città più bella del mondo e che succede.
2 spaghetti, 1 zuppa, 3 insalate miste, 2 coche, 2 birre medie, 2 patatine fritte e 4 coperti ed eccoti servito il conto regale: 100.00 Euro tondi tondi. Alla faccia della aver cura del cliente, della cultura del turismo e dell'ospitalità. Ehh, suvvia, siamo a Venezia! La città più bella e unica del mondo. Sì , ma non siamo fessi, caro veneziano, e a casa nostra i conti sarebbero ben differnti. E se anche devo pagare, legittimamente, il prezzo del "made in Venezia", questi prezzi sono truffe legalizzate ai danni dei clienti.
Basta con questa cultura dell'homo homini lupus. Noi non ci stiamo! Vogliamo prezzi chiari , puliti, ed onesti!
martedì, maggio 23, 2006
Lo Straniero
Pubblichiamo questo interessante articolo tratto dalla news letter di Giudizio Universale.
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Turismo responsabile Lo straniero di Giulia Stok
“L’occhio dello straniero vede solo quello che già conosce”, recita un proverbio africano. E gran parte dei viaggi organizzati da tour operator pare confermarlo appieno. Come movimenti di critica al turismo di massa sono nate, all’interno di alcune Organizzazioni non governative, le prime agenzie che vogliono cambiare l’approccio, e confutare il proverbio.Rendere le comunità locali protagoniste dello sviluppo turistico del proprio territorio, far ricadere i maggiori profitti su di loro e non sulle agenzie, favorire lo scambio culturale tra viaggiatori e abitanti dei luoghi visitati, ridurre l’impatto ambientale delle strutture ricettive. Questi principi sono espressi nella “Carta d’identità per viaggi sostenibili”, una sorta di statuto dell’Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile), fondata nel ’97 dalle agenzie che si occupano di “turismo responsabile”. Enrico Marletto, direttore di una delle più grandi, la cooperativa “Viaggi solidali”, sottolinea come la differenza tra le vacanze responsabili e quelle di agenzia non stia tanto nelle destinazioni, più o meno esotiche, quanto proprio nello stile del viaggio, che mira soprattutto a incentivare l’incontro con la popolazione locale, con i volontari delle Ong in loco, e la conoscenza delle condizioni reali del Paese.
Nel concreto, i principi dell’Aitr si realizzano sia nella scelta dei mezzi di trasporto e delle strutture di accoglienza, sia nella qualità dei gruppi di viaggiatori: non si utilizzano autobus privati ma, dove possibile, mezzi pubblici; non si dorme in hotel a cinque stelle ma presso famiglie, centri gestiti dalle comunità dei villaggi o piccole pensioni; non ci si sposta in massa insieme a decine di sconosciuti, ma si parte in gruppi ridotti, di 10-15 persone, conosciute in Italia nel corso di una riunione preparatoria. Per il trasferimento solitamente non sono utilizzati charter ma voli di linea delle compagnie di bandiera del luogo di destinazione. In generale, il comfort è inferiore a quello assicurato dalle tradizionali agenzie, ma sono comunque garantite sistemazioni decorose e sono rispettati gli standard di sicurezza. Inoltre, spostarsi in piccoli gruppi permette una maggior autonomia dei partecipanti, che possono decidere, nei limiti del possibile, il programma del viaggio, uscendo dalla logica del “tutto organizzato”.
I risvolti etici del viaggio sono assicurati da una buona trasparenza dei costi, suddivisi in tre voci: una quota progetto, fissa per ogni partecipante, destinata a sostenere le attività delle Ong visitate; una quota di partecipazione che comprende il volo dall’Italia, eventuali voli interni, le spese per l’accompagnatore, il costo dei materiali di formazione e la giornata preparatoria a cura della Ong; una cassa comune, cioè una cifra indicativa da portare in viaggio per le spese sostenute sul posto (cene, pernottamenti e trasporti interni). I prezzi nel complesso sono leggermente inferiori, a parità di luogo e periodo, a quelli proposti dalle agenzie tradizionali: la differenza sta piuttosto nella qualità del viaggio e nella diversa destinazione dei fondi.
La possibilità di scelta è elevata: esistono viaggi responsabili organizzati in Paesi tradizionalmente turistici, come il Messico, così come ne esistono in zone escluse dai circuiti tradizionali, come il Burkina Faso; si può scegliere tra percorsi che conducono all’altro capo del mondo e altri che permettono di vedere sotto una luce diversa realtà a pochi chilometri da casa. Il comune denominatore è da un lato la volontà dei partecipanti di mettersi in gioco a livello personale, confrontandosi con diverse culture, abitudini, modi di vita; dall’altro una gestione dei costi che non renda lo sviluppo turistico un fattore di disuguaglianza e sfruttamento."
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Turismo responsabile Lo straniero di Giulia Stok
“L’occhio dello straniero vede solo quello che già conosce”, recita un proverbio africano. E gran parte dei viaggi organizzati da tour operator pare confermarlo appieno. Come movimenti di critica al turismo di massa sono nate, all’interno di alcune Organizzazioni non governative, le prime agenzie che vogliono cambiare l’approccio, e confutare il proverbio.Rendere le comunità locali protagoniste dello sviluppo turistico del proprio territorio, far ricadere i maggiori profitti su di loro e non sulle agenzie, favorire lo scambio culturale tra viaggiatori e abitanti dei luoghi visitati, ridurre l’impatto ambientale delle strutture ricettive. Questi principi sono espressi nella “Carta d’identità per viaggi sostenibili”, una sorta di statuto dell’Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile), fondata nel ’97 dalle agenzie che si occupano di “turismo responsabile”. Enrico Marletto, direttore di una delle più grandi, la cooperativa “Viaggi solidali”, sottolinea come la differenza tra le vacanze responsabili e quelle di agenzia non stia tanto nelle destinazioni, più o meno esotiche, quanto proprio nello stile del viaggio, che mira soprattutto a incentivare l’incontro con la popolazione locale, con i volontari delle Ong in loco, e la conoscenza delle condizioni reali del Paese.
Nel concreto, i principi dell’Aitr si realizzano sia nella scelta dei mezzi di trasporto e delle strutture di accoglienza, sia nella qualità dei gruppi di viaggiatori: non si utilizzano autobus privati ma, dove possibile, mezzi pubblici; non si dorme in hotel a cinque stelle ma presso famiglie, centri gestiti dalle comunità dei villaggi o piccole pensioni; non ci si sposta in massa insieme a decine di sconosciuti, ma si parte in gruppi ridotti, di 10-15 persone, conosciute in Italia nel corso di una riunione preparatoria. Per il trasferimento solitamente non sono utilizzati charter ma voli di linea delle compagnie di bandiera del luogo di destinazione. In generale, il comfort è inferiore a quello assicurato dalle tradizionali agenzie, ma sono comunque garantite sistemazioni decorose e sono rispettati gli standard di sicurezza. Inoltre, spostarsi in piccoli gruppi permette una maggior autonomia dei partecipanti, che possono decidere, nei limiti del possibile, il programma del viaggio, uscendo dalla logica del “tutto organizzato”.
I risvolti etici del viaggio sono assicurati da una buona trasparenza dei costi, suddivisi in tre voci: una quota progetto, fissa per ogni partecipante, destinata a sostenere le attività delle Ong visitate; una quota di partecipazione che comprende il volo dall’Italia, eventuali voli interni, le spese per l’accompagnatore, il costo dei materiali di formazione e la giornata preparatoria a cura della Ong; una cassa comune, cioè una cifra indicativa da portare in viaggio per le spese sostenute sul posto (cene, pernottamenti e trasporti interni). I prezzi nel complesso sono leggermente inferiori, a parità di luogo e periodo, a quelli proposti dalle agenzie tradizionali: la differenza sta piuttosto nella qualità del viaggio e nella diversa destinazione dei fondi.
La possibilità di scelta è elevata: esistono viaggi responsabili organizzati in Paesi tradizionalmente turistici, come il Messico, così come ne esistono in zone escluse dai circuiti tradizionali, come il Burkina Faso; si può scegliere tra percorsi che conducono all’altro capo del mondo e altri che permettono di vedere sotto una luce diversa realtà a pochi chilometri da casa. Il comune denominatore è da un lato la volontà dei partecipanti di mettersi in gioco a livello personale, confrontandosi con diverse culture, abitudini, modi di vita; dall’altro una gestione dei costi che non renda lo sviluppo turistico un fattore di disuguaglianza e sfruttamento."
giovedì, maggio 18, 2006
Turismo del futuro ?
C'è una cosa un po' che mi distrurba del turismo internazionale. O meglio di come l'azienda turismo vende i prodotti turistici, le città d'arte, i musei, le manifestazioni ,ecc.. Rispetto a dieci , vent'anni fa la globalizzazione dei mercati e delle merci e delle persone ha prodotto una maggiore domanda dell'offerta turistica. Maggiore domanda significa lavorare con un maggior numero di persone. Ma chi è che porta un maggior numero di persone presso gli alberghi e i motels? I grossi tour operators internazionali, che proprio perchè lavorano sui grandi numeri spuntano tariffe scontate con gli albergatori, a causa o in virtù della loro intermediazione.Ma spuntare le tariffe scontate non è il peccato. Il meccanismo diventa vizioso, quando ogni anno, a fronte di aumentate spese di gestione dell'attività turista e a fronte di un aumentato costo della vita, le grosse compagnie internazionali bloccano le tariffe. Se tu , albergatore, vuoi lavorare ti devi adeguare secondo la logica del prendere o lasciare. Altrimenti come è evidente sei tagliato fuori. Questo non può accadere dunque se vuoi continuare ad avere un lavoro.
Paradossalmente poi in questi ultimi anno si è verificato un fenomeno nuovo che ha ulteriormente inasprito una già così fragile situazione. I prezzi non solo si sono bloccati, ma addirittura sono scesi. Quindi parità di servizi e prezzi in calo.
Il margine operativo lordo e quello netto ne hanno risentito. Con l'aggravante che poi i mercati emergenti, quali quello cinese o indiano, proprio sfruttando la loro forza e la capacità di fare numeri, vogliono sempre più servizi ad un costo ogni anno sempre inferiore. Questa , come si può ben capire, è una logica viziosa che può portare sempre e solo al collasso. Penso che sia tempo di fermare questo andazzo e di invertire la rotta.
Paradossalmente poi in questi ultimi anno si è verificato un fenomeno nuovo che ha ulteriormente inasprito una già così fragile situazione. I prezzi non solo si sono bloccati, ma addirittura sono scesi. Quindi parità di servizi e prezzi in calo.
Il margine operativo lordo e quello netto ne hanno risentito. Con l'aggravante che poi i mercati emergenti, quali quello cinese o indiano, proprio sfruttando la loro forza e la capacità di fare numeri, vogliono sempre più servizi ad un costo ogni anno sempre inferiore. Questa , come si può ben capire, è una logica viziosa che può portare sempre e solo al collasso. Penso che sia tempo di fermare questo andazzo e di invertire la rotta.
venerdì, maggio 12, 2006
Il turismo e la sfida della tecnologia e l'innovazione
Do il link per un evento molto interessante ed importante, con relativa piccola presentazione:
http://www.touristech.com/index.asp?ID=zeusnewsNL
Wireless presenta un nuovo, innovativo evento B2B internazionale completa-mente dedicato alle Tecnologie ICT e multimediali per l’ospitalità e l’intrattenimento. L’evento presentato vuole attestarsi come il Forum evento europeo dove presentare, sia con show e demo dimostrativi sia con speech specifici all’interno di una conferenza di alto livello, tutte le novità hi-tech realizzate per il mondo del turismo e dell’ospitalità in generale, delle mostre, allestimenti multimediali e degli eventi culturali, sportivi e aziendali.
http://www.touristech.com/index.asp?ID=zeusnewsNL
Wireless presenta un nuovo, innovativo evento B2B internazionale completa-mente dedicato alle Tecnologie ICT e multimediali per l’ospitalità e l’intrattenimento. L’evento presentato vuole attestarsi come il Forum evento europeo dove presentare, sia con show e demo dimostrativi sia con speech specifici all’interno di una conferenza di alto livello, tutte le novità hi-tech realizzate per il mondo del turismo e dell’ospitalità in generale, delle mostre, allestimenti multimediali e degli eventi culturali, sportivi e aziendali.
lunedì, maggio 08, 2006
Il Turismo straniero
L'Italia è il paese che ha il maggior nomero di bene artistico architettonici da offrire al mondo intero secondo le stime proprie dell'Unesco. Forte di questo primato, si possono studiare delle politiche turistiche che cerchino di valorizzare questo patrimonio unico e raro. I risultati però sono statii contrastanti, ed in questi ultimi anni si è assistito ad un fenomeno curioso, che molti non si sarebbero aspettati. L'Italia è stata sorpassata a livello di arrivi e presenze turistiche da altri paesi quali la Francia e la Spagna, tanto per fare due nomi. Questo fatto può essere interpretato in maniera differente e molteplice. Se da un lato è normale, nell'epoca della globalizzazione, mantenere i primati anche a causa della maggiore diversificazione dell'offerta turistica esistente; dall'altro lato ci si deve interrogare su quali politiche turistiche siano state adottate per promuovere l'immagine del nostro paese all'estero e nei confronti del turismo globale.Tanto più che in anni recenti paesi nuovi ed arembanti si so no affacciati alla ribalta, penso alla Cina e all'India. Non voglio certo misconoscere la voglia di nuovo che pervade tutti. La Cina fino a ieri era un paese impenetrabile di cui poco si conosceva, per cui è del tutto naturale che essa stia recuperando il tempo perduto, attirando così milioni di visitatori curiosi. tanto più se pensiamoa come l'Italia abbia una storia millenaria e non si può certo dire che essa sia una novità assoluta per il turista. Ciò che è cambiato però, è che forse essa non è più la meta obbligata per il turista internazionale. Una volta si faceva il Grand Tour e non avere visto l'Italia non poteva non essere giudicato come una grave lacuna . Oggi forse non è più così. Se così stessero le cose ci si può sempre chiedere come mai si sia giunti ad una situazione del genere.Forse tu, gentile lettore, la sai più lunga di me. Io avanzo una mia breve ipotesi che per motivi di opportunità schematizzerò in una breve frase.
L'Italia ha perso appeal perchè offre pochi servizi innovativi e perchè è cara.Non offre i servizi innovativi perchè ci siamo seduti sulla bellezza innegabile del nostro Paese e ci siamo cullati sul primato , peraltro innegabile, che l'Unesco ci ha attribuito. E' cara perchè non di rado capita che il turista non venga vissuto da noi italiani come una risorsa ma come un pollo da spennare appenna possibile. Ma , dico io, sarà mai possibile che a Roma si debba pagare una birra quasi mille Euro. Ma ci rendiamo conto? Ma siamo pazzi o no? Non capiamo che così facendo ci tiriamo la zappa sui piedi da soli con le nostre proprie mani.
Abbiamo idea o no , che una voce, un commento,un giudizio negativo si diffonde quasi 7 volte più velocemente di uno positivo? Tradotto in altri termini: nella nostra esistenza , nel nostro lavoro a costruirci una reputazione ci impieghiamo una vita, ma a dilapidare tutto può bastare davvero una birra!!
Mio fermo qui. Anche se l'argomento come avete capito mi sta molto a cuore ed è davvero grande ed enorme.
L'Italia ha perso appeal perchè offre pochi servizi innovativi e perchè è cara.Non offre i servizi innovativi perchè ci siamo seduti sulla bellezza innegabile del nostro Paese e ci siamo cullati sul primato , peraltro innegabile, che l'Unesco ci ha attribuito. E' cara perchè non di rado capita che il turista non venga vissuto da noi italiani come una risorsa ma come un pollo da spennare appenna possibile. Ma , dico io, sarà mai possibile che a Roma si debba pagare una birra quasi mille Euro. Ma ci rendiamo conto? Ma siamo pazzi o no? Non capiamo che così facendo ci tiriamo la zappa sui piedi da soli con le nostre proprie mani.
Abbiamo idea o no , che una voce, un commento,un giudizio negativo si diffonde quasi 7 volte più velocemente di uno positivo? Tradotto in altri termini: nella nostra esistenza , nel nostro lavoro a costruirci una reputazione ci impieghiamo una vita, ma a dilapidare tutto può bastare davvero una birra!!
Mio fermo qui. Anche se l'argomento come avete capito mi sta molto a cuore ed è davvero grande ed enorme.
domenica, maggio 07, 2006
Flussi turistici
Traggo questo articolo dalla news letter di Neplan-Nozio. L'argomento è interessante e permette di porre in rilievo una cosa importante . E cioè quanto all'interno dell'economia italiana sia importante l'economia turistica. E questa considerazione positiva viene purtroppo contrastata dalla considerzione, constatazione di quanto il nostro governo di destra o sinistra che sia faccia davvero poco per questo settore iportantissimo. Tanto è vero che ci siamo fatti oramia sorpassare in questi ultimi anni da Francia, Spagna e anche la Croazia è ben agguerrita. Questa cosa sarebbe stata incredibile anche solo vent'anni fa!
"20 Apr 2006 Flussi turistici in crescita per l'Italia nel 2006 Si è tenuta lo scorso 11 aprile a Venezia la VII Conferenza L'Italia e il turismo internazionale nel 2005, che ha presentato i risultati dell'indagine annuale 2005 effettuata dal CISET con l'Ufficio Italiano Cambi. I dati forniti dall'UIC, provengono da 140.000 interviste effettuate su un campione rappresentativo di viaggiatori presso tutte le frontiere italiane (valichi stradali e ferroviari, porti, aeroporti).I dati generali 2005 sui flussi turistici degli stranieri in Italia parlano di una situazione pressoché immutata rispetto al 2004 ma con netti segnali di ripresa in determinati segmenti:- il consumo turistico è in forte accelerazione con incremento della propensione al "fai da te"- il prezzo è sempre più il fattore critico nella scelta, il turista vuole certezza di quanto spende.- si sta riducendo il segmento medio, a favore del segmento medio-alto e dei turisti che cercano prodotti a buon mercato.Gli oltre 60 milioni di viaggiatori incoming lasciano in Italia un totale di 28.453 milioni di Euro. La spesa turistica totale dei viaggiatori stranieri si distribuisce con il 59% per motivi di vacanza, 20% lavoro, 21% per altri motivi. All'interno dei motivi di vacanza è l'arte a farla da padrona (47%) ed il turismo che coniuga la cultura con il territorio (enogastronomia, paesaggio, ecc). Il turismo culturale e del territorio è anche il più ricco, con una spesa media giornaliera per turista di € 107. Tra le soluzioni di alloggio, l'albergo resta quella privilegiata 62%), seguita dall'extra-alberghiero (15%) e dall'ospitalità di parenti/amici (16%). È marcata la contrazione del campeggio (-17% sul 2004) imputabile alla contrazione del mercato tedesco.Esaminando i vari mercati stranieri per entrate valutarie, la Germania si conferma la nazione che alimenta le maggiori entrate (21,1% del totale) anche se il dato è in leggera flessione rispetto al 2004, mentre è positivo l'andamento del mercato nordamericano, svizzero e australiano, e sorprende l'incremento degli spagnoli: quasi 2 milioni di turisti, con un +29% di spesa sul 2004. A livello aggregato le previsioni per la prossima stagione sono decisamente positive considerato che le spese dei viaggiatori stranieri in Italia sono aumentate del 6,2% nel primo mese del 2006 a fronte del dato di gennaio 2005.
"20 Apr 2006 Flussi turistici in crescita per l'Italia nel 2006 Si è tenuta lo scorso 11 aprile a Venezia la VII Conferenza L'Italia e il turismo internazionale nel 2005, che ha presentato i risultati dell'indagine annuale 2005 effettuata dal CISET con l'Ufficio Italiano Cambi. I dati forniti dall'UIC, provengono da 140.000 interviste effettuate su un campione rappresentativo di viaggiatori presso tutte le frontiere italiane (valichi stradali e ferroviari, porti, aeroporti).I dati generali 2005 sui flussi turistici degli stranieri in Italia parlano di una situazione pressoché immutata rispetto al 2004 ma con netti segnali di ripresa in determinati segmenti:- il consumo turistico è in forte accelerazione con incremento della propensione al "fai da te"- il prezzo è sempre più il fattore critico nella scelta, il turista vuole certezza di quanto spende.- si sta riducendo il segmento medio, a favore del segmento medio-alto e dei turisti che cercano prodotti a buon mercato.Gli oltre 60 milioni di viaggiatori incoming lasciano in Italia un totale di 28.453 milioni di Euro. La spesa turistica totale dei viaggiatori stranieri si distribuisce con il 59% per motivi di vacanza, 20% lavoro, 21% per altri motivi. All'interno dei motivi di vacanza è l'arte a farla da padrona (47%) ed il turismo che coniuga la cultura con il territorio (enogastronomia, paesaggio, ecc). Il turismo culturale e del territorio è anche il più ricco, con una spesa media giornaliera per turista di € 107. Tra le soluzioni di alloggio, l'albergo resta quella privilegiata 62%), seguita dall'extra-alberghiero (15%) e dall'ospitalità di parenti/amici (16%). È marcata la contrazione del campeggio (-17% sul 2004) imputabile alla contrazione del mercato tedesco.Esaminando i vari mercati stranieri per entrate valutarie, la Germania si conferma la nazione che alimenta le maggiori entrate (21,1% del totale) anche se il dato è in leggera flessione rispetto al 2004, mentre è positivo l'andamento del mercato nordamericano, svizzero e australiano, e sorprende l'incremento degli spagnoli: quasi 2 milioni di turisti, con un +29% di spesa sul 2004. A livello aggregato le previsioni per la prossima stagione sono decisamente positive considerato che le spese dei viaggiatori stranieri in Italia sono aumentate del 6,2% nel primo mese del 2006 a fronte del dato di gennaio 2005.
sabato, maggio 06, 2006
Un caldo Benvenuto a Tutti nel nostro Piccolo Blog Turistico
Benvenuti a tutti nel blog del BB B&B Mirano Venezia.
Questo spazio nasce dall'esigenza di dare una forma nuova e diversa all'ospitalità.
E che cosa meglio di un blog può dar modo di provare e provarsi con le nostre proprie idee.
Grazie, in anticipo, per il Vostro contributo che potrete dare al nostro tentativo.
Buona serata Giulio & Lele
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